Facendo un giro in rete, non è raro imbattersi in belle immagini da matrimonio, ma quando iniziamo a concentrarci su quelle che danno più emozioni, scopriremo che la maggior parte sono realizzate da un numero ristretto di fotografi.
Giorgio Milone è uno di questi.
Non appena individuate le sue foto, ci si rende conto del suo stile unico, il giusto mix tra ritratti in posa e “attimi rubati”. Immagini mai uguali. In ogni lavoro trova sempre cosa è giusto evidenziare e lo fa sempre nel migliore dei modi.

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RubricaFotografica.it: Giorgio, come hai iniziato il tuo percorso per affermarti nel campo della fotografia da cerimonia?
Giorgio:  Ho iniziato a 12 anni ed ho fatto l’assistente per almeno 300 servizi prima di diventare un fotografo professionista a 19, tutto questo mentre studiavo e conseguivo il diploma in fotografia. Svolto il servizio militare obbligatorio ho deciso di fare qualche altro anno di esperienze negli USA, poi il primo studio a Roma, poi in Canada, poi il secondo studio ad Avezzano ed il terzo a Pescara, ora mi trovo felicemente in provincia di L’Aquila dove ho trovato la mia dimensione ideale nella natura ma a due passi dalla capitale e potenzialmente sempre poco distante da tutto il resto del mondo. Adoro scattare matrimoni sulle Alpi così come in Sicilia, la nostra Italia è un meraviglioso scrigno inestimabile di tradizioni e culture molto diverse tra loro, soprattutto in ambito matrimoniale.

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RubricaFotografica.it: sicuramente sei una persona che riesce a mettere a proprio agio i clienti sin dal primo momento, lo dimostra il fatto che in uno dei giorni più importanti della loro vita gli sposi si prestano a posare serenamente anche in attimi più intimi. Ci parli un po’ del tuo modo di relazionarti con loro già da quando li incontri per un nuovo lavoro?
Giorgio: Approccio il mio lavoro vivendo normalmente, mi piace calarmi in qualsiasi contesto sociale, osservare discretamente e trarne velocemente una mia interpretazione, spesso non serve parlare molto se si è sufficientemente intuitivi.
Quasi la totalità dei miei soggetti ha un differente modo di porsi con le fotografie in privato o in presenza del partner, adoro questa polivalenza, arricchisce il servizio di infinite sfaccettature emozionali. Fotografo ovviamente gli sposi insieme, ma cerco di ritrarre anche le singole sfumature della loro persona individuale.
Gli attimi più intimi non si pianificano mai, nascono spontaneamente. In quei veloci istanti bisogna essere determinati e saper infondere sicurezza. Se si tenta di costruire forzatamente qualcosa di intimo con soggetti non professionisti si finisce sempre col fallire miseramente. Serve necessariamente autenticità.

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RubricaFotografica.it: puoi raccontarci un aneddoto che ti ha colpito particolarmente ad un evento?            Giorgio: Non saprei da dove iniziare, ogni matrimonio mi lascia decine di aneddoti sempre nuovi. Posso dirti che la settimana scorsa dopo il taglio della torta il papà della sposa mi ha congedato con un forte e lungo abbraccio, ho percepito una grande forza ed anche grazie a quel gesto ho capito che avevo lavorato come dovevo.

RubricaFotografica.it: la fotografia da cerimonia, da sempre è un connubio indissolubile tra tradizione e innovazione, dal tuo punto di vista, cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro?
Giorgio:  Nel tempo il fotografo ha sempre tentato di arricchire la realtà con le proprie uniche interpretazioni.
Ciò che è reale e ciò che è postprodotto sono insieme i due occhi che portano ad un’unica visione. Non è di certo l’innovazione ad inficiare la tradizione, l’innovazione tecnica mette solo a disposizione molte più scelte e strumenti di qualità.
Mi piace approcciare il mio lavoro in maniera tecnologicamente moderna ma il mio stile è assolutamente malleabile al gusto del cliente, io sono un semplice narratore ma le scelte chiave del matrimonio le fanno gli sposi, io le interpreto, ottimizzo e valorizzo.
Per il futuro è facile prevedere ancora più qualità del file e maggiore capacità di gestione di grandi quantitativi di dati, per chi come me era abituato a scattare rullini da 10 o 12 pose e fermarsi 1 minuto a ricaricare diciamo che è molto più che rivoluzionario in positivo.

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RubricaFotografica.it: di una cerimonia, come dici, sei a tutti gli effetti il narratore, osservi e al tempo stesso suggerisci, ma in modo non invasivo. Come ti descriveresti in queste vesti?
Giorgio:  I miei clienti si aspettano che io possa gestire al meglio tutte le fasi della giornata. Devo essere eclettico, a volte serve essere invisibili, a volte bisogna alzare la voce e saper gestire le folle, tra questi due estremi ci sono infiniti modi per relazionarsi ed interpretare quello che succede con discrezionalità. Preti integralisti, zie sovversive ed amici un pò brilli, sono tutti tasselli dello stesso matrimonio, vanno saputi gestire al meglio anch’essi in maniera professionale.

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RubricaFotografica.it: cosa ti senti di consigliare ad un giovane che vorrebbe intraprendere un percorso da fotografo professionista nell’ambito delle cerimonie?                                                                                                   Giorgio: 
Frequentare un workshop specializzato o trovare un bravo fotografo professionista da affiancare per qualche anno può anche non bastare, perché non tutti i bravi fotografi sono anche degni insegnanti e fotografare una bella modella vestita da sposa al tramonto è cosa distante anni luce dal fotografare una sposa vera, al centro di un ciclone emotivo nella sua stanzetta disordinata con tutte le pressioni della vita addosso.
Il matrimonio va osservato dall’altare, ogni altro punto di vista è falsato. Prendere dimestichezza con i tempi e i ritmi del matrimonio, allenarsi ad osservare e ad essere osservati, allenarsi a fotografare stando al centro dell’attenzione avendo la lucidità di fare la scelta giusta in momenti concitati ed imprevedibili, (tutti gli spettatori di oggi saranno anche i clienti di domani), riuscire a previsualizzare la miglior foto in locations spesso non ottimali, disorganizzate o in pessime condizioni di luce, tutti questi sono elementi imprescindibili per imparare a fotografare matrimoni.
Mi capita sempre più spesso che fotografi ancora insicuri mi contattino richiedendomi di affiancarli durante i loro primi servizi matrimoniali, devo ammettere che questo è certamente un sistema intelligente per ottimizzare gli investimenti e i tempi per un percorso di crescita professionale davvero effettivo. Ovviamente questo metodo rimane condizionato dalle mie disponibilità di date libere e spostamenti.

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RubricaFotografica.it: c’è un tuo scatto al quale sei legato in modo particolare?
Giorgio: Nessuno in particolare, sono tutti figli della stessa adrenalina.

RubricaFotografica.it: oltre al genere fotografico per cui tutti ti conosciamo, ce n’è qualcun altro che apprezzi particolarmente?
Giorgio: Per me uscire a fotografare è sempre stato un lavoro fin da quando ero adolescente, una missione, non riuscirei mai a fotografare fiori e paesaggi passeggiando spensieratamente come fanno molti miei colleghi.
Spesso porto una comoda fotocamera anche in vacanza, ma alla fine mi ritrovo sempre a fare ritratti a camerieri, tassisti, fruttivendoli o passanti, amo qualsiasi foto ritragga persone, amo le storie che sanno raccontare i mille volti dell’animo umano. Apprezzo però tutta la fotografia in quanto rimango sempre molto affascinato da ciò che non conosco o reputo distante dal mio modo cognitivo abituale.

RubricaFotografica.it: ma quindi, hai dei progetti personali che segui, diciamo nel “tempo libero”? Se si, ce ne puoi parlare?
Giorgio: Intendi “fotografare anche nel tempo libero?” vorresti forse farmi diventare un caso psichiatrico?? 🙂
Faccio molto sport e adoro respirare la montagna in estate e il mare in inverno, mi aiutano a scaricare le tensioni e a trovare nuove ispirazioni.

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RubricaFotografica.it: Giorgio, grazie per la tua disponibilità, la passione e la professionalità che metti quotidianamente nel tuo lavoro. Sono certo che presto si parlerà di te come un vero e proprio riferimento nel tuo genere.                                                                                                                                                                                                    Giorgio: Sono io a ringraziare RubricaFotografica.it per tutti i complimenti ricevuti. E’ stato un grande piacere aver trascorso questa ora insieme a chiacchierare del mio modo di vivere la fotografia.

Se vuoi approfondire il modo di fotografare di Giorgio Milone, puoi visitare il suo sito: www.giorgiomilone.com

Giuseppe Senese

© RubricaFotografica.it

Intervista a Giorgio Milone
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Un pensiero su “Intervista a Giorgio Milone

  • 5 novembre 2016 alle 08:49
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    E pensare che l’ ho scoperto io il BIG..

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